Diamanti, ordinanza del Tribunale di Verona stabilisce responsabilità dell'istituto di credito

Secondo il Tribunale di Verona, con la ordinanza dello scorso 20 maggio, pur escludendosi l’applicabilità della disciplina del TUF, poichè il diamante non può essere considerato uno strumento finanziario ai sensi del TUF,  la fonte della responsabilità della banca va individuata nel rapporto intercorso tra la cliente e l’istituto di credito in relazione all’acquisto dei diamanti e nell’ambito del quale la prima ha posto affidamento in un dovere di diligenza gravante in capo al secondo, in virtù delle sue specifiche competenze professionali. Una pronuncia importante a favore dei risparmiatori per ottenere il risarcimento del danno subito.

Una 

 

 

Scadenza entro l'otto marzo 2019 per la presentazione della istanza di restituzione dei diamanti collocati tramite gli istituti di credito

 

Responsabilità medica: l’accertamento del nesso causale prescinde dalla valutazione della colpa

Secondo la Cassazione, ordinanza del 23 maggio 2019, n. 13950, nell'individuazione della relazione primaria tra il comportamento dell’autore del fatto e l’evento, si prescinde, in prima istanza, da ogni valutazione di prevedibilità, tanto soggettiva quanto "oggettivata", da parte dell'autore del fatto, essendo il concetto logico di "previsione" insito nella categoria giuridica della colpa, elemento qualificativo dell'aspetto soggettivo del torto, la cui analisi si colloca in una dimensione temporale successiva in seno alla ricostruzione della complessa fattispecie dell'illecito.

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sulla responsabilità del datore di lavoro per mansioni incompatibili con le condizioni fisiche del dipendente

Secondo la Cassazione la mancata corretta e compiuta ottemperanza alle prescrizioni mediche comporta colposa inadempienza degli obblighi di tipo contrattuali derivanti dal categorico precetto normativo di cui all’art. 2087 c.c. con conseguenti responsabilità risarcitorie, in difetto di adeguata prova liberatoria ex art. 1218 c.c. da parte datoriale (Cass. Civ., Sez. Lav., 18/3/2019, n. 7584).

art. 2087 c.c. L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro".

polizze vita unit linked e rischio demografico

La sentenza n. 6319/2019 della Corte di cassazione sancisce un importante punto di diritto in merito alla validità o  meno delle polizze vita linked, vendute come polizze vita, laddove l'assicurato contesti di non essere stato correttamente informato sulla natura dell'ordine sottoscritto e che il contratto non copra il cosidetto rischio demografico come tipico delle polizze vita.

"nelle polizze unit linked, caratterizzate dalla componente causale mista (finanziaria ed assicurativa sulla vita), anche ove sia prevalente la causa "finanziaria", la parte qualificata come "assicurativa" deve comunque rispondere ai principi dettati dal codice civile, dal codice delle assicurazioni e dalla normativa secondaria ad essi collegata con particolare riferimento alla ricorrenza del "rischio demografico" rispetto al quale il giudice di merito deve valutare l'entità della copertura assicurativa che, avuto riguardo alla natura mista della causa contrattuale, dovrà essere vagliata con specifico riferimento all'ammontare del premio versato dal contraente, all'orizzonte temporale ed alla tipologia dell'investimento.

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